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Le insidie della primavera: test e stili di vita per le allergopatie respiratorie

Le insidie della primavera: test e stili di vita per le allergopatie respiratorie

Con l’arrivo della primavera (anche se ormai questi ciclici passaggi stagionali si sono un po’ persi) per la salute di alcuni si riaffaccia il problema delle “allergie respiratorie”. Il nostro apparato respiratorio viene giornalmente a contatto con un numero elevatissimo di sostanze presenti nell’aria, alcune delle quali possono scatenare una risposta “allergica”, cioè una specie di reazione di difesa a sostanze estranee all’organismo, che può condurre ad una serie di disturbi, genericamente definiti “allergopatie respiratorie”. Le due forme più note sono la rinite allergica (caratterizzata da crisi di starnuto, prurito nasale, secrezione accentuata) e l’asma bronchiale (stato di costrizione dei “condotti” che permettono il passaggio dell’aria respirata dalle grandi vie respiratorie sino agli ultimi settori polmonari, che si caratterizza per rumori respiratori sibilanti,  tosse secca e difficoltà di respiro. Un aspetto particolare delle allergopatie è quello legato alla pollinosiI pollini sono le cellule riproduttive maschili di alcune piante. Sono particelle molto piccole e ricche di proteine (allergeni) le quali, nei soggetti predisposti, determinano le manifestazioni  allergiche. I sintomi della pollinosi sono a carico di:

  • naso (ostruzione, secrezione, starnutazione, prurito)
  • occhi (arrossamento, prurito, lacrimazione, fotofobia)
  • polmoni (costrizione delle vie aeree, mancanza del respiro)

I  pollini più comunemente presenti alle nostre latitudini sono quelli delle graminacee (erba dei prati), della parietaria (erba dei muri), dell’olivo. Ogni tipo di polline ha un suo preciso periodo di fioritura che varia a seconda del clima e delle condizioni di altitudine. Pertanto il soggetto allergico dovrebbe conoscere, mediante la consultazione dei calendari pollinici, il periodo dell’anno di maggiore presenza del polline  cui è allergico  ed istituire, per tempo, i presidi farmacologici opportuni. Negli ultimi quindici anni si è verificato un aumento notevole della prevalenza delle patologie allergiche delle vie respiratorie, in particolare nella popolazione pediatrica dei Paesi ad elevato sviluppo socio-economico.

Per impedire l’evoluzione ad un quadro conclamato di malattia è opportuno attuare un’individuazione precoce dei soggetti a rischio  (per familiarità o per particolare sensibilità agli stimoli):

  • -applicando protocolli diagnostici certi
  • -fornendo indicazioni utili a ridurre l’esposizione agli allergeni (le sostanze che causano l’allergia)
  • -indicando, nel caso fosse necessario, le terapie da utilizzare in fase acuta per superare la sintomatologia, per desensibilizzare il soggetto, per impedire una progressione verso fasi di maggiore gravità della patologia polmonare.

Il quadro clinico di maggior importanza è quello dell’asma bronchiale. Malattia cronica infiammatoria delle vie respiratorie inferiori (strutture bronchiali), rappresenta per la sua diffusione un grave problema per la salute pubblica in tutto il mondo. Gli allergeni sono il più importante fattore di rischio ambientale. Essi possono agire sia come fattori causali, attivando un processo di infiammazione cronica  nelle vie aeree, sia come fattori scatenanti, responsabili quindi dei fenomeni della riacutizzazione. Il soggetto asmatico o candidato all’asma ha la particolarità di reagire in maniera esagerata verso sostanze inalate, che per altri soggetti sono innocue: questo fenomeno viene definito iperreattività bronchialeI fattori che possono determinare l’insorgenza dell’asma sono suddivisibili in allergici e non allergici.

Allergici da inalazione sono peli o forfore di animali, acari, muffe. Allergici alimentari sono ad esempio latte, uovo, pesce, frutta secca ecc. Non non allergici sono infezioni, inquinamento atmosferico, fumo di tabacco, contaminanti ambientali che possono indurre l’asma professionale, farmaci, attività fisica (in soggetti predisposti)

L’asma da sensibilizzazione allergica ha le stesse caratteristiche dell’asma non allergica e la cura si avvale degli stessi farmaci. L’asma allergica insorge generalmente nell’infanzia o nella giovane età; spesso regredisce (30-50% dei casi); è frequente nei bambini che hanno genitori a loro volta allergici, infatti, il rischio di allergia nella prole è del 55% se è allergico un solo genitore e del 75% se lo sono entrambi. Per i bambini a rischio di sviluppo di allergie è necessario applicare le norme di prevenzione: evitare assolutamente l’esposizione al fumo di tabacco, seguire una corretta alimentazione:

  • -allattamento materno prolungato (almeno fino al 6° mese)
  • -introduzione di cibi “allergizzanti” (latte vaccino, uova, pesce, cibi in guscio etc.) in epoche adeguate.
  • -curare l’igiene ambientale
  • -evitare l’accumulo di polvere domestica, eseguendo pulizie frequenti e asportando la polvere con aspiratori dotati di filtri speciali e con panni umidi
  • -non arredare la casa con mobili imbottiti, tappeti, moquette, tende, giocattoli di stoffa
  • -aerare continuamente la casa e tenere una temperatura ambientale non superiore ai 20°C con umidità relativa non superiore al 50%
  • -utilizzare coprimaterasso e coprifedera di tessuto impermeabile all’acaro.
  • -esporre quotidianamente lenzuola, federe e materassi alla luce diretta del sole.

Per agire tempestivamente con cure adeguate è necessario effettuare una diagnosi completa ed accurata che si basi sulle seguenti tappe: anamnesi per  raccogliere tutti i dati personali riguardanti  i sintomi e le abitudini di vita, nonché la storia familiare; esame clinico specialmente in corso di crisi asmatica; prove di funzionalità respiratoria con eventuali test di reattività bronchiale per  permettere di  svelare le forme silenti di asma. Per identificare l’allergene responsabile della sensibilizzazione è necessario eseguire:

  • -Prick Test (esame base per l’individuazione della reattività nel soggetto)
  • -Prist e/o Rast (esami effettuati con un prelievo ematico, riservati alla diagnostica ulteriore e quindi non effettuati di solito nelle fasi di screening)

Nel caso si individuasse, con tale protocollo diagnostico, una sintomatologia  di tipo asmatico il curante ha a disposizione varie classi terapeutiche per consentire a tutti di continuare, pur con le corrette attenzioni indicate, di vivere una vita senza gravi limitazioni.